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Divulgazione e consulenza veterinaria via Internet

Vantaggi o inopportunità, danni o benefici per i nostri amici a quattro zampe? Parliamone con il veterinario Dottor Alberto Franchi di Verona.

di Sara

1. Parliamo nuovamente, per approfondirlo, di un tema spinoso: i proprietari di animali ed Internet.
Numerose mail che arrivano le destano notevole perplessità e rammarico. I proprietari di animali sperano di ottenere una consulenza o una visita gratuita attraverso il nostro sito per qualsiasi tipo di patologia, piuttosto che uscire di casa e portare il proprio amico dal veterinario per una cura urgente.
Per il bene di tanti animali, può motivare ai nostri lettori perché certe richieste sono inopportune, sconvenienti, talvolta ciniche, manifestando poco riguardo per i piccoli amici?

Non sono certo che tutti scrivano per evitare di pagare una parcella al proprio veterinario; i più, probabilmente, non considerano con la dovuta serietà la patologia e il probabile stato di sofferenza dell’animale. Lo stesso mondo di TV ed Internet inducono ad orientare verso questa astrazione. Oggi una semplice telefonata ad un professionista viene evitata per non esporsi.
La rete ha reso timidi i naviganti e reso difficoltose le relazioni personali!
Eppure tanti professionisti e, aggiungo, molti miei colleghi offrono un primo colloquio gratuito, non impegnativo!
Proprietari di animali: non temete un colloquio informativo con il veterinario. È gratuito, non vi espone, vi chiarirà molti aspetti. Terapeutici ed economici!
Un caso clinico deve necessariamente offrirsi ad un esame obiettivo generale e particolare.
Diverso è il caso di una patologia mentale, di una alterazione del carattere o di un comportamento inappropriato di un animale, cioè di quelle che vengono comunemente incluse nelle patologie comportamentali veterinarie e che hanno dato luogo alla branca della cosiddetta Medicina Comportamentale Veterinaria.
Qui è possibile intervenire con profitto anche a distanza con percorsi educativi o terapeutici appropriati, in collaborazione con il veterinario curante, indispensabile per riportare l’esito di eventuali analisi richieste e per la prescrizione di farmaci, qualora venga ritenuto necessario il loro impiego.

2. Sono diversi gli atteggiamenti che hanno i proprietari di animali quando si rapportano con lei via Internet, rispetto a quelli che vengono nei suoi ambulatori?
Nel campo Internet bisogna distinguere fra coloro che, dovutamente, richiedono delucidazioni in merito al mio modo di operare e procedere nei vari campi della veterinaria, quindi mi vogliono conoscere professionalmente, e quelli che mi scrivono con richieste rivolte al chiaro fine di aggirare una visita clinica.
Nei miei ambulatori accolgo con molta disponibilità e simpatia i proprietari che desiderano conoscermi, prima di affidarmi il loro amico a quattro zampe: questi sono sempre i migliori clienti, quelli che stimo maggiormente, anche e soprattutto quando mi chiedono un preventivo di spesa.

Domande al veterinario

3. Abbiamo pubblicato in passato un suo articolo dal titolo: "Quello che non si può chiedere ad un veterinario via Internet"; ci può fare qualche esempio di quello che non si può chiedere e che invece le è stato chiesto?
Mi viene troppo spesso richiesto, anche da parte di lettori di JustDog.it, di emettere una diagnosi riguardo a patologie che mi vengono descritte, talora anche accompagnate da foto, radiografie, analisi cliniche.
Come ho già specificato non è deontologico per un veterinario, né etico per un proprietario, né vantaggioso per un animale ricorrere a tali vie per la diagnosi e la terapia di una patologia in atto. Tra i soggetti sopra elencati chi ci rimette maggiormente è senza dubbio l’animale!
Allora: è assennato procedere in tal modo?
4. In alcuni di questi casi, secondo lei, è stata messa a repentaglio la vita dell’animale in questione?
Probabilmente a repentaglio no, almeno spero: ho sempre fiducia nelle persone. Ma gli può essere stata prolungata una sofferenza, ritardata una guarigione o incrementata la necessità di terapie prescritte dal veterinario curante… con conseguente, notevole, aumento della sofferenza per l’animale e della spesa per il cliente!

5. Avere un animale è un'enorme responsabilità: lei la giudica equivalente alla cura che si dovrebbe avere per un bambino?

Questo mai: ho principi etici e morali che mi impediscono tali analogie.
Sarei ritenuto clinicamente uno psicopatico se la pensassi differentemente.
Ritengo comunque che un animale non possa essere equiparato ad un oggetto, nemmeno di lusso. È indispensabile rivolgersi per la sua tutela a professionisti sensibili, esperti e fidati, non a quelli che, per accaparrarsi il cliente anche con metodi subdoli, propongono preventivi palesemente seducenti e allettanti!

6. Secondo lei, quanto i proprietari sbagliano nel descrivere correttamente via mail i sintomi di un animale? Gli ovvii limiti diagnostici di un proprietario quanto possono mettere fuori strada un professionista come lei?
Molto. L’esperienza di quasi 30 anni di professione clinica mi ha indotto ad ascoltare con pazienza gli enunciati del proprietario, ma di ritenerli sempre frutto di osservazioni ovviamente amatoriali, mai professionali; anche quando mi trovo davanti a colleghi medici umani! Non è da sottovalutare, nemmeno nei casi di comprovata buona fede e competenza, la componente emotiva, che tende a togliere nitidezza dalle osservazioni del proprietario.

7. Proviamo a vedere la questione da un altro aspetto: per quale tipo di problemi il proprietario di un animale può usare Internet per cercare una soluzione? Lei offre prestazioni professionali a distanza per proprietari di animali in tutta Italia. Ovviamente per quello che abbiamo già detto, e per la sua etica professionale, non può curare in questo modo tutte le patologie; quali sono le consulenze che può fornire ai proprietari a distanza?
Parlo per le mie competenze: per i problemi mentali degli animali.
Quelle che vengono oggi denominate, con un neologismo cacofonico che io tendo a ignorare, patologie comportamentali. Da anni e con notevoli successi terapeutici ho accompagnato molti clienti, tramite la rete, su percorsi terapeutici per la soluzione di problemi di nevrosi, di psicosi, di carattere, di comportamento di un cane o di un gatto, appoggiandomi, quando necessario, al veterinario curante. Gli ottimi risultati ottenuti sono da riconoscere tanto alle terapie proposte quanto alla determinazione nell’applicarle.

8. Lei si occupa anche della salute mentale e caratteriale degli animali, oltre che di quella fisica. Quale aspetto della sfera psicologica animale è affrontabile via Internet?
I problemi legati al comportamento di un animale sono infiniti, anche se inglobabili in alcuni insiemi di interesse diagnostico e terapeutico: ci si trova ad affrontare problemi di comportamento inappropriato, dovuti alle persone e all’ambiente in cui l’animale vive o è vissuto, ad alterazioni caratteriali che inducono l’animale a reagire a stimoli noti con reazioni imprevedibili, infine, sono i casi più gravi, a nevrosi e psicosi, due gruppi di patologie molto affini, spesso indistricabili nettamente, soprattutto nell’ambito veterinario.
In varia misura si riesce ad intervenire anche a distanza, con esiti soddisfacenti!
Qualora si dimostri necessario ottenere referti di analisi o prescrivere farmaci psicotropi, è indispensabile collaborare con il veterinario curante.

9. Per gli umani, sul Web, si trovano articoli con consigli e cure per ogni patologia, anche la più grave. E come raccontano le cronache, diverse persone provano le cure "fai da te" anche per malattie gravi, basandosi sul sentito dire o su informazioni scritte da sedicenti esperti o santoni.
Anche nel campo veterinario è così? Le è mai capitato di dover riparare gli errori di cure basate sull’autodiagnosi con l’ausilio di Internet?
Sempre per gli umani, su Internet, c’è una grande offerta di farmaci che possono essere acquistati senza prescrizione medica, tipo Viagra e Cialis, con enorme rischio per la salute.
Esiste un rischio simile per gli animali? Ci sono prodotti medici e/o farmaci che i proprietari acquistano via Internet, senza il consiglio dell’esperto, che hanno causato dei problemi tali da richiedere il suo intervento?

Molto spesso, anche prima dell’era Internet (esercito da quasi 30 anni!), mi sono trovato a curare animali precedentemente trattati in modo non professionale con farmaci ottenuti incautamente, fraudolentemente, illecitamente e somministrati empiricamente; dietro consiglio di un amico, di un parente, ma anche di un negoziante o di un farmacista.
In tutti questi casi l’animale presentava patologie aggravate: se non direttamente dal farmaco inappropriato impiegato, quantomeno dal cronicizzarsi della patologia.
Ne approfitto per mettere in guardia ancora una volta dalle terapie cosiddette alternative, naturali. Rimedi fideistici. I fiori di Bach. I preparati omeopatici. Gli estratti botanici, ritenuti naturali ma più spesso tossici che inutili.
Ora l’accesso alle informazioni, spesso incontrollate ed inaffidabili, offerto da Internet e la possibilità di procurarsi farmaci tramite esso tende ad incrementare queste pratiche.
Provo sempre un immenso dolore per l’animale malato, assistito con tali principi, e scoramento davanti alla superficialità e sprovvedutezza di chi vi ricorre.

Per concludere questo interessante dialogo, desidero invitare i proprietari ad avere fiducia nella Medicina Veterinaria e nei veterinari e di recarsi presso gli ambulatori sempre con una nutrita lista di domande e richieste per il professionista, che si sentirà sempre grato per la fiducia riposta e pronto a ogni chiarimento.
Il mio cliente preferito è quello che mi sottopone a mitragliate di domande precedentemente annotate sul suo notes!


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