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Cane incontinente

Farmaci, fiori di Bach o terapia comportamentale? Il veterinario ci spiega come risolvere il problema dell'incontinenza del cane.

di Dottor Alberto Franchi

La mia cagnolina, salvata da un rifugio, presenta una paura invincibile verso mio marito: si allontana ad ogni suo tentativo di avvicinamento. La situazione si protrae da più di un anno. Una farmacia mi ha consigliato di somministrare i “fiori di Bach”, ma non ho notato miglioramenti.
Cosa devo fare? Graziella.

La nostra cagnetta, Shih Tzu, era una fattrice presso un allevamento. L’abbiamo comprata a poco prezzo, ma presenta questo comportamento da diversi mesi: si fa la cacca sotto ogni volta che ci avviciniamo e che la prendiamo fra le mani per coccolarla.
Una educatrice ci ha consigliato i “fiori di Bach” e l’avvicinamento forzato utilizzando dei bocconcini.
Purtroppo, però, non c’è stato nessun miglioramento. Loretta.


Questi sono due casi clinici che mi si sono presentati ultimamente. Li presento e li affianco per evidenti analogie.
Le due cagne hanno vissuto i primi tempi della loro vita, per diversi motivi, avulse dalle normali relazioni sociali auspicate per un cane.
Uomini e cani sono pertanto diventati ai loro occhi degli estranei, con potenzialità negative: dei possibili nemici!
La loro vicinanza crea timore, ansia, stress. Lo manifestano con le loro fughe e con l’incontinenza.
Nella terapia comportamentale è quindi necessario prendere atto che non si tratta di soggetti equilibrati e sani, ma di cani con evidenti patologie nevrotiche.
Cane incontinente

Il comportamento che suggerisco di tenere con esse è, per prima cosa, di non forzare i rapporti con il proporre ed imporre la propria presenza, per non peggiorare la sintomatologia e la patologia in atto.
Prescrivo quindi di adottare delle strategie psicologiche in grado di indurre le cagnette ad avere stima, fiducia, quindi affetto verso i membri del gruppo sociale cui ora appartengono (la famiglia ospitante).
Propongo di seguire dei basilari codici di comportamento da tenersi con le cagne al fine di instaurare una coerente disciplina: la “disciplina attenua l’ansia”.
Quindi di procedere attraverso stadi propedeutici (volendo impiegare l’inglese dovrei dire “steps”) allo scopo di abbassare il loro stato di iper-vigilanza fra le pareti domestiche.

Dopo soli sette giorni di terapia comportamentale e senza l’ausilio di farmaci ansiolitici, i due proprietari mi hanno già riferito dei primi progressi. Timidi, ma in grado di motivarli a perseverare nel compito loro affidato dalla mia terapia comportamentale.
Stanno lavorando molto bene con le cagnette ed in famiglia tengono, come suggerito, un atteggiamento coerente, costante e concorde.
Probabilmente arriveremo ad una remissione dei sintomi anche prima dei 3 – 6 mesi prognosticati.

Sostengo, infine, che il ricorso a metodi fideistici, metafisici, trascendenti quali sono le cosiddette terapie alternative, come i fiori di Bach, fa perdere tempo prezioso, non fa ottenere l’effetto auspicato, permette alle patologie nevrotiche di cronicizzarsi e rende più difficoltosa, lunga e costosa la loro reale guarigione.


Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Via Felice Casorati 19 - Verona 
Ambulatorio Veterinario Borgo Trento - Via Vittorio Locchi 32/a - Verona
Telefono 347 9729098
e-mail vetverona@gmail.com
www.veterinarioaverona.it


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