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Monti vuole tassare gli animali? È tutta una bufala!

La notizia secondo la quale il Governo Monti avrebbe tassato gli animali domestici, considerandoli veri e propri beni di lusso, si è in realtà rivelata una clamorosa bufala

di Martina

Quante volte su Facebook vi è capitato di veder apparire sulla bacheca di un vostro amico qualche frase un pò allarmistica, magari con l’esortazione a ripubblicarla, nella speranza di suscitare un passaparola utile a risolvere questo o quel problema? Saranno poche o molte a seconda del tempo che avete passato in rete negli ultimi anni (e di quanti amici “virtuali” avete), ma è difficile che non vi sia mai capitato.
A volte queste moderne “catene di Sant’Antonio” riportano effettivamente qualcosa di vero, più spesso sono innocue “bufale” messe in giro da qualche burlone o da qualcuno che in buona fede ha ripreso una notizia infondata o travisata, magari condividendola su una pagina molto frequentata, che ne ha amplificato a dismisura la diffusione.
Sono molte ore infatti che gira su migliaia di “profili” e siti web questa proposizione:

"CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perché in questo modo lei sarà complice dell’aumento degli abbandoni, delle uccisioni e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non può permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA"
Cane che rideCosa c’è di vero? Praticamente nulla! Si tratta di un errore interpretativo di un articolo del Corriere della Sera, apparso sul giornale nell’ottobre scorso, nel quale Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari, segnala amareggiato che tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all'Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali da compagnia.
In altre parole l’Agenzia delle Entrate starebbe per introdurre, in via sperimentale, tra le sette nuove categorie di monitoraggio anche le spese veterinarie per gli animali domestici, rischiando, di fatto, di trasformare Fido in un “lusso”.
Su questa base, evidentemente, qualcuno ha voluto (non si sa se per volontà o disattenzione) deformare la notizia, cominciando una campagna fatta di petizioni on-line, pagine Facebook e passaparola su Twitter (abusando anche della sensibilità degli amanti degli animali), il tutto addossando le responsabilità al signor Monti. Ma in questi luoghi di aggregazione virtuali, a nessuna richiesta di chiarimenti vengono dati riferimenti precisi o spiegazioni, tanto che alcuni siti sono già corsi ai ripari, rettificando i loro stessi articoli scritti in precedenza.

Per concludere e capire meglio questi fenomeni, basti citare un utente che alla domanda: “Ma perché condividi se non ne sei sicuro?” ha risposto: “Beh, nel dubbio faccio girare“, non proprio il massimo della logica! In ogni caso, mandare in giro storie di questo genere senza verificarle e senza corredarle di fonti precise è da irresponsabili e non fa altro che alimentare incomprensioni e odio.


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