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Smentiamo le leggende metropolitane sui cani

"Un cane piccolo è più facile da gestire"; "Non prendo un cane perché non ho il giardino" sono solo alcuni dei luoghi comuni che riguardano i nostri amici a quattro zampe!

di Sara

Sfatiamo insieme le credenze popolari sui nostri amici a quattro zampe che si tramandano di generazione in generazione senza che abbiano alcun fondamento!

Non prendo un cane perché non ho il giardino
Il cane è un animale sociale. Dell’intero spazio di un giardino, l’area che gli interessa di più è il metro quadro intorno al proprietario o davanti all’ingresso di casa. Stare da solo è una noia mortale. E allora scava buche e rosicchia piante. Risultato: il cane è triste (o fastidioso, se abbaia continuamente alle auto o ai passanti) e il giardino è un disastro.

Non prendo un cane perché vivo da solo
Avere cane è un grosso impegno, su questo non ci piove. Ma chi sta meglio: l’adorato cane di un single, che gli dedica ogni giorno tutto il suo tempo libero, che per le uscite si fa aiutare da un dog sitter, che lo porta con sé ogni volta che può, in vacanza e magari anche al lavoro? Oppure il cane di una famiglia numerosa, con giardino di ordinanza, che ignora totalmente il cucciolo, non interagisce mai con lui e se ne ricorda solo quando deve riempirgli la ciotola una volta al giorno? La prima opzione, decisamente.
In appartamento (o in città) un cane piccolo è più facile da gestire
Taglia e vivacità non sono direttamente proporzionali. Un Alano di 80 kg sa essere molto più delicato e discreto in un appartamento di un Jack Russell di 6 kg con l’argento vivo addosso. Se vi piace una razza, informatevi bene sulle sue caratteristiche e non badate solo all’estetica.
E soprattutto non fatevi influenzare dalla televisione: quanti Border Collie “come quello della pubblicità” sono diventati nevrotici e distruttivi per essere costretti in spazi angusti e a lunghe ore di solitudine, loro che sono nati per correre giornate intere intorno a greggi di pecore?

Il cane deve sfogarsi e correre, così a casa sta buono
Essere stanco ed essere calmo non sono sinonimi. L’esercizio fisico è importantissimo per il benessere del cane, ma senza esagerare. Voi come vi sentite quando avete fatto troppa palestra: non riuscite a dormire, vero? Allora, invece di sguinzagliarlo per un’ora nella solita area cani e dimenticarvene mentre parlate al telefono o fate salotto con gli altri proprietari, provate piuttosto a farvi una lunga passeggiata con Fido al guinzaglio, in una zona tranquilla. Concedetegli il lusso di annusare ogni odore, camminate al suo passo, concentratevi su di lui e godetevi il tempo passato insieme. Al rientro a casa vi stupirete di quanto lui sarà rilassato. E anche voi. Provare per credere.

Un cucciolo è meno impegnativo di un cane adulto, che ha già il carattere formato
Proprio come i neonati, i cuccioli richiedono moltissimo tempo e altrettanta pazienza. Se non possedete né l’uno né l’altra, adottate un cane adulto: spesso è più autonomo e si adatta rapidamente alla vita domestica. E non è affatto vero (altro luogo comune) che “dopo una certa età non impara più”. Anche a 15 anni un cane apprende cose nuove. Basta sapergliele (e volergliele) insegnare.

Sono il suo capobranco e deve obbedirmi
Eccoci nel regno di Cesar Millan, il famigerato Dog Whisperer televisivo che sostiene la necessità di metodi rudi per spiegare al cane chi comanda, anche quando si tratta di uno Yorkshire di 3 kg. Ma il cane non è un lupo. Il suo “branco” si chiama famiglia. Vive in città civilizzate. E capisce benissimo che apparteniamo a due specie diverse. Non so come vi comportate normalmente nella vostra famiglia, ma strattoni e calcetti non dovrebbero far parte del vostro stile di comunicazione. Per ottenere risultati strabilianti dal vostro cane meglio la gentilezza, la pazienza e soprattutto la coerenza. Non è così anche tra umani?

Col cibo il cane si regola da solo, sa cosa gli fa bene e cosa gli fa male
Provate a chiederlo a chi ha un Labrador o un Beagle, o anche a quel signore che ha dimenticato per un’ora accanto al suo Pit Bull il sacco da 10 kg di crocchette e al ritorno l’ha trovato praticamente vuoto (vi risparmio i dettagli, ma per fortuna il cane ha digerito tutto). Come l’esercizio fisico, anche il cibo deve essere controllato attentamente in quantità e qualità, perché il cane non sa quando fermarsi. E non sa nemmeno che il cioccolato, ad esempio, può essere micidiale per lui: se gli piace, se lo mangia eccome. E poi son dolori.

Quando gli parlo sembra che mi capisca (o anche "È tanto intelligente, gli manca la parola!")
Non è che “sembra” che capisca. Capisce proprio. Magari non le parole esatte, ma l’espressione del volto, il tono della voce, la postura, quelli sì. I cani sono ottimi osservatori e passano tutto il loro tempo a cercare di decifrare cosa diavolo noi vogliamo da loro. La parola gli manca, certo, ma comunicano eccome. Siamo noi che non capiamo quasi mai cosa vogliono dirci.

Mi fa i dispetti: quando lo sgrido lui sbadiglia!
A meno che il cane non si sia svegliato da pochi minuti, lo sbadiglio fa parte dei “segnali calmanti”. Il cane li emette per tranquillizzarci, quando ci vede - appunto - arrabbiati o nervosi. Può anche leccarsi il naso, girare la testa, alzare una zampa anteriore. Ne esistono più di trenta, di questi segnali, che indicano altrettante emozioni diverse. Sono l’alfabeto del cane, una meravigliosa lingua che quasi nessun umano conosce e che si può osservare anche all’area cani, quando i cani comunicano tra loro. Altro che dispetti. Alla faccia della teoria del capobranco.

Cani e bambini sono perfetti compagni di giochi
C’è cane e cane, e c’è bambino e bambino. Non si può generalizzare. Quel che è certo è che il cane può essere il miglior amico di un bambino a patto che quest’ultimo ne sappia rispettare spazi, tempi ed esigenze. È compito degli adulti insegnare ai più piccoli a non trattare il cane come un pupazzo, strapazzandolo magari mentre dorme, abbracciandolo a piacimento, mettendo le mani nella sua ciotola, correndogli incontro gridando. Solo così si evitano malintesi anche gravi la cui colpa poi inevitabilmente ricade sul cane: perché, per l’appunto, gli manca la parola.

Leggende metropolitane cane

Non è vero che… il Dobermann impazzisce perché ha la scatola cranica troppo piccola per contenere il cervello. Questo mito, difficile da sfatare, nasce da due fattori: il primo è che quando ancora era permesso il taglio orecchie sui Dobermann (ringrazio sentitamente chi lo ha proibito!), con le orecchie tagliate la testa del cane appare più piccola di come è in realtà, ma si tratta solo di un effetto ottico. Secondo, è che in passato i Dobermann venivano addestrati malamente come cani da guardia, utilizzando tecniche che li rendevano instabili e aggressivi. Ad essere sincera, i Dobermann che conoscono sono tutti dolcissimi, forse fin troppo mielosi.

Non è vero che… devo cacciare il naso del cane nella sua urina se ha sporcato dove non deve. Così non smetterà mai: ricordate che ai cani piace da morire l’odore della pipì e della cacca, quindi in realtà gli state facendo un regalo.

Non è vero che… i Pitbull e i Rottweiler sono cani killer. O meglio, a causa di pessime selezioni ci sono cani di queste razze che mostrano un’aggressività spiccata. Messi in mano a persone inesperte, che non sanno educarli e prive di polso, è ovvio che alla fine ci troviamo con dei cani assai aggressivi e ingestibili.

Non è vero che… se il cane scodinzola è sempre contento. Avete idea di quanta gente è stata morsa da un cane scodinzolante? Il cane non scodinzola solo quando è felice, ma anche quando è agitato e nervoso. Bisogna osservare non solo la coda, ma anche la postura della testa, delle orecchie, il movimento degli occhi.

Non è vero che… se fissi il cane negli occhi lo domini. È più probabile che tu lo stia sfidando e, a meno che tu non abbia il carisma di un capobranco nato e finito, il cane partirà all’attacco. Se sfidi un cane, devi portare la sfida fino alla fine, ma di solito finisce a morsi. E non sfiderei in questo modo un Rottweiler per esempio. Ah, e non è neanche vero che se sputo in bocca al cane lo domino: al massimo gli ricordo la madre che rigurgitava per lui quando era piccolo.

Non è vero che… non serve portare il cane a spasso se tanto ha un bel giardino. Nulla di più falso: per il cane un giardino, per quanto grande sia, è solamente un recinto più grande della casa. La passeggiata ha lo scopo di far sfogare le energie in eccesso del cane (quando corre come un pazzo da una recinzione all’altra, in realtà si eccita solo di più), di scoprire cose nuove e di rafforzare il legame col padrone.

Non è vero che… la cagna deve fare almeno una cucciolata nella vita per non sviluppare tumori mammari. Altra credenza popolare, di chiara origine maschilista derivante da una visione della vita in cui la donna (e quindi la cagna) può realizzarsi solo nella maternità. È vero il contrario: se si fa sterilizzare la cagna entro il primo calore o massimo fra il primo e il secondo, non svilupperà i tumori mammari perché le mammelle non sono state stimolate dagli estrogeni.

Non è vero che… il cane cambia carattere dopo la sterilizzazione, anche se qui bisogna fare qualche precisazione. Il cane, sia femmina che maschio, mantiene il suo carattere prima e dopo la sterilizzazione: se era vivace rimane vivace, se era dolce rimane dolce. È vero che però siamo noi a cambiare atteggiamento durante la convalescenza del cane: ci sentiamo in colpa, lo compatiamo, lo viziamo, sgarriamo dalle regole che normalmente gli imponiamo ed ecco che il cane ne approfitta e modifica il suo atteggiamento perché noi siamo cambiati nei suoi confronti. Ovviamente questo non vale nei confronti dei cani aggressivi in cui si cerca di ridurre l’aggressività eliminando il testosterone in circolo.

Non è vero che… se metto il termometro nel retto al cane, lo privo della sua verginità. Smettetela di ridere, è successo veramente. Proprietari che strepitano perché secondo loro se metti il termometro al cane lo "svergini". Uhm, da dove iniziare? L’apparato riproduttore non è collegato all’apparato digerente, ano e vulva sono due cose distinte. E non parliamo poi dei cani maschi. Ma qui il problema non è tanto la leggenda metropolitana, quanto il non sapere neanche le basilari nozioni di anatomia.

Non è vero che… se due cani maschi simulano l’accoppiamento è perché sono gay. L’omosessualità in questo caso non c’entra nulla: si tratta di una monta gerarchica. In pratica i due cani sfruttando le stesse mosse dell’accoppiamento, stanno cercando di stabilire chi è il più dominante. A volte fanno la stessa cosa anche sulla vostra gamba: in questo caso allontanateli, siete voi il capobranco, non lui!

Non è vero che… il cane prende i vermi se mangia la carne cruda o le scatolette. O meglio, non i vermi più comuni che intendiamo. La tenia (Dipylidium caninum) il cane di solito la prende dalle pulci, gli ascaridi dalle feci di altri cani infetti. Diverso il cane che mangia prede crude come alcuni roditori.

Non è vero che… il tartufo secco indica malattia. Questa simpatica leggenda metropolitana ha in realtà un’origine ben precisa. Nei tempi in cui il cimurro era molto diffuso, il primo sintomo immediatamente riconoscibile dal proprietario era il tartufo secco e screpolato. Ecco, dunque, che automaticamente all’epoca qualsiasi cane con tartufo secco era malato. In realtà il cane può avere il tartufo secco per una miriade di motivi: si diverte a scavare nella terra, dorme con il naso sempre sotto la coda, dorme con il naso appiccicato al termosifone, ha una carenza vitaminica, il tartufo si screpola per il freddo…

Non è vero che… la vaccinazione antirabbica fa perdere il fiuto al cane. Questa leggenda nasce dal fatto che i primi vaccini per la rabbia non erano molto sicuri, per cui c’era il rischio a volte di scatenare la malattia. Ma i vaccini che ci sono adesso sono del tutto sicuri, per cui il fiuto è salvo.

Non è vero che… non serve mettere l’antipulci al cane perché tanto sta sempre in casa. Prima di tutto, possiamo essere noi a portare in casa pulci e zecche veicolandoli con scarpe e vestiti. E una volta che sono in casa si moltiplicano allegramente. E poi gli antiparassitari esterni si mettono anche per proteggere il cane dalla Lesihmaniosi, veicolata dal pappatacio.
Io vengo costantemente punta da pappataci e zanzare in casa, voi riuscite ad impedire a qualsiasi insettino volante di entrare nella vostra abitazione?

Non è vero che… se il cane è avvelenato, gli do il latte e sta meglio. Ehm, il latte funziona esclusivamente per l’avvelenamento da piombo, in tutti gli altri casi non ha senso darlo, anzi, in alcuni potrei peggiorare la situazione. Questa volta la colpa è della televisione: nei vari film e telefilm fanno sempre vedere che per qualsiasi avvelenamento i protagonisti somministrano il latte, ma anche li sbagliano.


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