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L'eutanasia del cane

I consigli del veterinario per l'estremo saluto ad un animale sofferente e clinicamente incurabile

di Dottor Alberto Franchi

Buongiorno Dottore, che consigli mi può dare per affrontare serenamente il passo della soppressione del mio cagnone, vecchio e malato?

Carissima amica, ci sono momenti in cui un medico veterinario viene chiamato professionalmente a funzioni che esulano dalla mera pratica clinica e giungono a spaziare nei campi della psicologia, della filosofia, se non anche della religione.
L’estremo atto professionale per porre fine alle sofferenze di un animale clinicamente incurabile, o non più in grado di vivere in modo dignitoso per la sua specie, o ancora con patologie che offrano motivi di rischio per i proprietari in ragione alle norme dell’igiene e della salute umana, rappresenta infatti la summa della competenza di un veterinario.

Dal punto di vista tecnico, seppure purtroppo alcuni manuali ancora non lo consiglino espressamente, è opportuno praticare una profonda anestesia generale sull’animale sofferente: questo atto misericordioso facilita l’estremo passo.
L’animale diviene totalmente insensibile: il proprietario ha modo di constatare, se lo desidera, che il proprio animale ha cessato di soffrire, il veterinario può procedere con maggior sicurezza e professionalità al conclusivo intervento sull’animale.
L’atto terminale viene praticato pertanto su un animale totalmente insensibile.
L'eutanasia del cane

È fondamentale che il medico adotti in ogni momento le norme della buona pratica veterinaria: proponendo al proprietario di assistere ad ogni passaggio o di assentarsi, in modo da renderlo partecipe all’estremo saluto o da sollevarlo da questo momento così coinvolgente se non si sente pronto emotivamente ad affrontare la situazione.
Tutti noi clinici dovremmo adottare ogni misura degna di questo momento intimo e struggente: non fare attendere inutilmente in sala d’aspetto il cliente con il proprio animale, permettergli un estremo saluto senza la nostra inopportuna presenza, evitare il trambusto di altri animali e clienti nella clinica, svolgere e completare le formalità legali ed economiche prima di occuparsi dell’aspetto clinico, dare modo al cliente, che ne faccia esplicita richiesta, di sostare ancora qualche minuto vicino al corpo del suo amico ormai per sempre insensibile e rilassato.
Sono passi che il veterinario attento e sensibile può, anzi deve, compiere con assoluta sensibilità e che gli accreditano l’estrema, giustificata riconoscenza da parte del cliente, che pure in frangenti così densi di tensione gli potrà essere grato e riconoscente negli anni a venire.


Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Via Felice Casorati 19 - Verona 
Ambulatorio Veterinario Borgo Trento - Via Vittorio Locchi 32/a - Verona
Telefono 347 9729098
e-mail vetverona@gmail.com
www.veterinarioaverona.it
    


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