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Assistenza on-line per i disturbi del comportamento del cane e del gatto

Un nuovo modo di ricevere assistenza psicoterapeutica a distanza, soprattutto se il proprietario non trova nella sua zona veterinari preparati al riguardo

di Sara

1. Gentile Dott. Franchi, perché le interessano le turbe del comportamento dei nostri piccoli amici?
Dopo pochi mesi dall’inizio dell’esercizio pratico della mia professione, nel lontano 1985, avevo compreso quanto fosse importante questo aspetto della medicina veterinaria (a quei tempi snobbato da molti colleghi).
La maggior parte dei proprietari di cani e gatti giustamente mi richiedeva informazioni corrette ed attendibili riguardo non solo la prevenzione e la cura delle patologie fisiche degli animali, ma interessandosi anche al loro benessere psicologico, all’inserimento in famiglia, ai problemi comportamentali che si presentavano in alcuni casi.
Questo aspetto, allora primordiale, della medicina veterinaria ha destato in me un sempre maggior interesse.
Mi sono dedicato pertanto con crescente determinazione, negli ultimi 25 anni, alle patologie psicologiche del cane e del gatto.
Ansie, aggressività, problemi di disadattamento, di convivenza con l’uomo o con gli altri animali presenti in casa, fobie e quant’altre manifestazioni denotino uno stato di psiconevrosi negli animali da compagnia.

2. Questo è quanto avveniva nei suoi ambulatori. Ma da alcuni anni lei ha saputo avvalersi delle nuove risorse per aiutare molti più animali…
Da qualche anno, grazie alla tecnologia delle moderne comunicazioni, ho potuto estendere l’assistenza anche agli animali i cui proprietari, abitando molto lontano da Verona, non possono venire negli ambulatori.
A coloro che mi contattano suggerisco di farlo innanzitutto per via telefonica: nessuna telefonata riguardante un animale in stato di sofferenza è tempo sprecato per me.
Ho molto piacere di fornire la mia assistenza anche a cani e gatti da ogni regione d’Italia.

Assistenza veterinaria on-line

3. Poi, dottore, come avviene la prestazione professionale a distanza?
In seguito, tramite immagini e filmati, inviatimi con e-mail e anche con WhatsApp, e con opportuni questionari che, se compilati con sincerità e attenzione, mi forniscono elementi chiari per formulare una diagnosi del malessere dell’animale in questione, posso condurre i clienti lungo un idoneo percorso psicoterapeutico per risolvere il disturbo comportamentale dell’amico gatto o cane.
Niente di immediato, comunque, né di prodigioso.
Si lavora duro, in profondità con me: richiedo dedizione e tenacia ai proprietari.
Chiedo il contributo attivo e determinato di tutti i membri delle famiglie che ospitano gli animali in terapia, pena il ritardo o anche l’insuccesso del riadattamento.
Assisto i miei animali per periodi di terapia che si possono protrarre anche per diversi mesi.
Seppure questo avvenga solo nei casi clinici più gravi.
4. Agisce in sinergia con i veterinari che hanno in cura gli animali?
Certamente: prima di potersi servire di questi programmi diagnostici e psicoterapeutici, è indispensabile che l’animale sia stato visitato e giudicato sano da un punto di vista fisico dal veterinario curante. Oltre a ciò la collaborazione con il veterinario curante risulta sempre interessante; indispensabile in alcuni casi. Per esempio quando la sintomatologia prevede l’opportunità di avvalersi di un temporaneo supporto farmacologico, per il quale è necessaria una prescrizione medico veterinaria vergata in originale.

5. Su cosa basa le terapie che applica nei casi clinici che segue?

Nella pratica che seguo non sono mai previsti né abusi né violenze sugli animali, come invece vedo, navigando su Internet, che vengono ancora consigliati ed impiegati da molti.
Non mi affido nemmeno a rimedi fideistici, mistici (omeopatici, fiori di Bach…), né ad aromi che molto promettono e poco risolvono.
Fondamentalmente mi propongo di sollevare dalle loro pene gli animali portandoli ad uno stato di rilassamento tramite opportuni rapporti intrecciati con i famigliari.
Il rilassamento interiore cui miro allevia gli stati d’ansia: dai quali derivano paure, prevaricazioni, aggressività.
La quasi totalità dei disturbi che mi trovo ad affrontare sia con i cani che con i gatti deriva infatti dallo stress, dall’ansia di sentirsi la responsabilità di dover esercitare un continuo controllo sul gruppo sociale, sugli estranei (siano essi persone o animali), sul territorio, sulle risorse di cibo, ecc...
Ed è facilmente intuibile come le situazioni che si verificano negli appartamenti e nelle città esulino dalle naturali facoltà di gestione di un gatto o di un cane.
Da queste situazioni scaturiscono i problemi che i proprietari mi segnalano, dai disturbi minori fino ai più gravi.

6. Si può dire che lei addestri o educhi gli animali?
No. L’attività di addestramento non rientra nelle mie competenze.
Le attività che vengono svolte nei campi scuola sono opportunità molto valide, che offrono la possibilità ai soggetti normali di relazionarsi con persone e con conspecifici.
Ma, appunto, sono utili per soggetti che non presentino sindromi di disadattamento o psiconevrosi.
Molti validi centri di addestramento fanno riferimento al mio supporto quando si avvedono che qualche soggetto, mi riferisco ovviamente solo ai cani, presenta dei disturbi da curare e non da correggere.
Analogo discorso per gli educatori cinofili, che svolgono una importante funzione di appoggio o di proseguimento di una terapia conclusasi con esito favorevole.
La mia professione è solamente rivolta a prevenire e risolvere i disturbi del comportamento e le psico-nevrosi che stanno alla radice dei casi clinici diagnosticati.

7. Ringraziandola per averci concesso questa interessante intervista, può dirci quali sono i casi che possono essere risolti mediante la sua assistenza veterinaria on-line?
Posso fornire assistenza agli animali in alcuni casi, come i seguenti: corretta gestione del cucciolo e del gattino; prevenzione, diagnosi e cura di psico-nevrosi, disturbi relazionali, problemi comportamentali, ansie, stati di aggressività, vocalizzazioni reiterate, minzioni fuori luogo, agorafobie, gioco violento, prevaricazione, rifiuto del guinzaglio per i cani e della lettiera per i gatti.


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