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Gioco aggressivo del gatto

Il gioco è molto importante per stabilire una stretta relazione con il gatto, ma va condotto nella maniera opportuna per evitare graffi e morsi

di Dottor Alberto Franchi

Ricevo una mail di un gentile signore che mi chiede un aiuto, dopo essersi inutilmente rivolto al suo veterinario, per un problema datogli dal suo gatto.
Solo dopo aver ottenuto una certificazione medica sullo stato di salute del micio dal veterinario curante, mi offro di correggere i comportamenti segnalati con una assistenza a distanza.
La tecnologia fa miracoli. Il tipo abita a più di 500 chilometri da dove vivo.
Inizio con una disamina del comportamento riguardante il gioco aggressivo del micio.

Aggressività gatto

CLIENTE: Circa 4 mesi fa ho preso un gattino (trovatello) subito abbandonato alla nascita; all'inizio pareva non superasse nemmeno una settimana, poi invece, grazie a Dio, si è ripreso e cresce a vista d'occhio. L'unico "problema" sono i morsi. Morde sempre e chiunque, non si lascia accarezzare tranne quando è nella fase "sonno profondo", ma anche in quel caso parliamo di secondi perché poi si accorge, si sveglia e ricomincia a mordere.

DOTT. FRANCHI: In questi mesi che provvedimenti ha pensato di prendere?

CLIENTE: Sinceramente leggendo vari forum le ho provate tutte. Botta sul sedere/muso. Acqua spruzzata. Voce alta. Dito puntato seguito da sguardo cattivo.

DOTT. FRANCHI: Come sempre sulla rete si trova di tutto: dalle notizie utili espresse da persone competenti, fino a consigli da tralasciare, come alcuni di quelli che lei ha trovato e che presuppongono l’impiego della violenza o degli abusi sugli animali.
CLIENTE: Ma le botte che davo erano schiaffetti...

DOTT. FRANCHI: Tutto dipende dal peso e dalla velocità per riuscire a stabilire il male provocato. Pensi ai boxeurs, se le suonano per 15 rounds e sono sempre lì a darsele; lei a quanti dei loro pugni resisterebbe?
Oltre a ciò è il gesto quello che conta: la violenza, il gesto violento induce il gatto a ritenere che la violenza sia un modo di comunicazione impiegato dal proprietario e, pertanto, impiegabile e giustificato nelle relazioni sociali del gruppo. Prosegua pure...


CLIENTE: Ho evitato di dargli troppa confidenza, pur avendo comprato un sacco di giochi non c'è niente da fare... solo le mie mani, braccia e piedi a morsi...

DOTT. FRANCHI: Ho letto anch'io su Internet di persone che consigliano di sostituire velocemente un gioco alla mano al momento del morso. E non è il primo cliente che mi riferisce di avere avuto un consiglio analogo.
Trovo controproducente la mossa: induce il gatto a ritenere che quel suo comportamento viene “premiato” con il gioco desiderato. Inducendolo a perseverare nel comportamento inappropriato: “mordo per ottenere ciò che desidero, esempio il gioco, lo ottengo, quindi morderò nuovamente”.
Il gioco è molto importante per stabilire una stretta, positiva relazione con gli animali di casa, ma va condotto nella maniera opportuna. Non utilizzando mai le mani, ma un interposto oggetto. Iniziandolo e terminandolo di propria iniziativa, trascurando con determinazione ogni invito al gioco da parte dell’animale.


CLIENTE: Il veterinario dice che il gatto si comporta così perché è ancora un cucciolo, ma le persone che hanno preso i "fratelli" del mio non hanno questo tipo di problemi. Ho le mani piene di morsi! Sinceramente non credo che sopporterò a lungo questo comportamento.

DOTT. FRANCHI: La posso aiutare. Anche via Internet.

Da quel giorno ci siamo sentiti con cadenza settimanale per valutare i progressi compiuti e per proporre al micio un percorso terapeutico comportamentale da attuare gradualmente, in modo da indurre il gatto alla deferenza verso il proprietario e per suggerire al proprietario nuovi approcci verso il suo micio.

DOTT. FRANCHI: Come le dicevo: snobbi le iniziative del gattino, non consideri i suoi inviti al gioco.

CLIENTE: Quindi? Quando mi assale alle caviglie o quando mi afferra la mano e me la morde? Che faccio?

DOTT. FRANCHI: Andiamo per gradi, abbia fiducia, ma nel frattempo si blocchi, se eretto, lasci la mano floscia, se seduto, e volga altrove lo sguardo, ostentando disinteresse per le iniziative del micio. Vedrà come perderà l’interesse per un “giocattolo rotto” come lei diventa comportandosi in tal modo.

CLIENTE: E nella vita di tutti i giorni: che rapporto devo tenere?

DOTT. FRANCHI: Con il gatto ostenti sempre sicurezza e determinazione, ricordi che ogni relazione deve iniziare e terminare da lei.
Ripeto: soprattutto non consideri le richieste di attenzione del gatto.


CLIENTE: Significa che non potrò più giocare con lui né coccolarlo?

DOTT. FRANCHI: Non ho detto questo: lo faccia pure, tutte le volte che lo desidera, ma prenda sempre lei l’iniziativa.
Così pure termini la relazione di sua volontà, anticipando il gattino.


Passano ulteriori settimane ed il cliente mi riferisce di impensabili progressi, compiuti senza l’impiego di alcun farmaco. Non intendo impiegarli in questo caso, soprattutto per la giovane età del soggetto, ma anche perché la sola terapia comportamentale, ne sono certo, mi condurrà a buoni esiti.

DOTT. FRANCHI: Impieghi le mani solo per coccolarlo e spazzolarlo, sono le cosiddette cure parentali. Quando gioca con il suo micio impieghi giochi ed oggetti adatti.

CLIENTE: Già da una settimana lo vedo più tranquillo, non compie più gli assalti e non mi morde più.
 
DOTT. FRANCHI: Molto bene, abbia sempre la costanza di somministrare il cibo come le ho consigliato e ne approfitti per compiere quei piccoli esercizi alla deferenza che le ho inviato.

CLIENTE: Non ci sono problemi: ha reagito prontamente a tutte queste piccole variazioni. Sono stupefatto!

Ancora per tre settimane ci sentiamo e con piacere noto che la relazione uomo-gatto si è indirizzata verso comportamenti apprezzabili.
Il cliente si è notevolmente rasserenato, il rapporto con il micio è salvaguardato ed il gattino, rilassato, gioca spesso con i famigliari, ma sempre con il sistema appreso: mai ferire con i graffi né con i morsi!
Nell’ultimo scambio epistolare, come coronamento del nostro rapporto professionale, ricordo al cliente che i miglioramenti appresi sono sempre suscettibili di variazioni, qualora intervengano fattori predisponenti. Che se il rapporto con il gatto non venisse più regolato dal protocollo adottato, nel giro di poco tempo il comportamento potrebbe deteriorarsi, anche velocemente.
Gli ricordo infine che tutti i parenti ed amici che abbiano a relazionarsi con il gattino dovranno seguire le medesime regole adottate per non danneggiare i progressi ottenuti.


Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Via Felice Casorati 19 - Verona 
Ambulatorio Veterinario Borgo Trento - Via Vittorio Locchi 32/a - Verona
Telefono 347 9729098
e-mail vetverona@gmail.com
www.veterinarioaverona.it


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