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Me la faccio addosso dalla paura!

Defecazione ansiosa: un grave problema comportamentale del cane

di Dottor Alberto Franchi

Tempo fa sono stato chiamato da una signora per una consulenza a domicilio. Non se la sentiva di portarmi il suo cane: ora vi spiego il motivo.
La sua cagnina, una Shih-Tzu, di sei anni aveva un grave problema comportamentale, evidenziato dalla defecazione ansiosa: in altre parole, mi spiegava la proprietaria, ogni volta che un famigliare si accingeva ad avvicinarsi o a prenderla in braccio, quella faceva la sua bella cacca.

CLIENTE: L’ho comprata ad un prezzo irrisorio da un allevatore, che l’ha tenuta per tutti questi anni come fattrice.

DOTT. FRANCHI: Quali contatti aveva con il mondo esterno e con gli estranei?
CLIENTE: Nessuno, anche perché l’allevamento si trova in aperta campagna e gli acquirenti non avevano la possibilità di relazionarsi con lei, ma solo di osservarla da lontano e di acquistare uno dei suoi cuccioli.

DOTT. FRANCHI: Da quanto presenta questo sintomo?

CLIENTE: Beh... da quando è arrivata in casa nostra!

DOTT. FRANCHI: Sono passati diversi mesi, quindi: solo ora ha pensato di chiedere un aiuto?

CLIENTE: No! Sono stata seguita da una persona che si è qualificata come educatrice.

Cane che si fa la cacca addosso

DOTT. FRANCHI: Cosa le ha consigliato di fare? E con quali risultati?

CLIENTE: Mi ha consigliato una terapia farmacologica con i Fiori di Bach, quindi di attirare a me la cagnetta con briciole di cibo lasciate cadere a mo’ di Hansel & Gretel. Ma non c’è stato alcun risultato, sono passati diversi mesi e la situazione non è migliorata per nulla.

DOTT. FRANCHI: Vede, innanzitutto i Fiori di Bach non possono essere definiti una terapia, ma solo un rimedio fideistico, metafisico, mistico nel quale si può credere o no, ma che non ha nessun fondamento chimico, farmacologico o clinico.
Attrarre a sé la cagnetta, inoltre, significa allettarla con qualcosa di buono, non significa premiarla per un comportamento appropriato, quindi non ha valore terapeutico.


CLIENTE: Cosa mi consiglia di fare, quindi?

DOTT. FRANCHI: Riprendiamo la gestione del cane dall’inizio rivedendo il rapporto del vostro gruppo sociale: mi voglia perdonare se in questo frangente voglio assimilare lei, il marito e la figliola alla sua cagnetta.
L’animale ha bisogno di un punto di riferimento per iniziare una nuova socializzazione, una o più persone che destino la sua fiducia, la stima, il rispetto, ma anche l’affetto.


CLIENTE: Pertanto cosa dobbiamo fare noi di casa?

DOTT. FRANCHI: Seguite un programma di deferenza, che induca alla tranquillità emotiva la vostra piccola ansiosa: nella vostra casa deve sentirsi un gradito ospite ed apprezzare la dedizione e la cura che volete dimostrarle in ogni momento di relazione con lei. Affrontatela con determinazione, con calma, sicurezza e senza mai avvicinarvi a lei con la forza.

CLIENTE: Non dovremo più coccolarla, pertanto?

DOTT. FRANCHI: Per ora no, voglio arrivare al punto in cui sarà lei ad avvicinarsi a voi essendo pronta a ricevere un vostro segnale di relazione affettiva.

CLIENTE: Pensa che potremo riuscire?

DOTT. FRANCHI: Certo! Se agirete con tenacia, con coerenza, costanza e concordia e se riuscirete a fare proprie alcune indicazioni che nei prossimi incontri decideremo insieme di attuare.

CLIENTE: D’accordo, vedo che lei ha un approccio notevolmente professionale e totalmente diverso da quanto proposto da altri...

DOTT. FRANCHI: La mia prospettiva è di aiutarvi per ottenere una completa guarigione della piccola, in un lasso di tempo di tre o sei mesi. Non vogliate illudervi di ottenere tutto e subito: ogni cambiamento, ricordate, può essere fonte di ansia.
Da un animale nevrotico come il vostro, inoltre, non è pensabile ottenere risposte equilibrate. Almeno nei primi tempi.
Per ora non intendo prescrivere ansiolitici, ne parleremo in un prossimo incontro, e decideremo insieme se saranno utili o no.


Dopo alcune settimane, nel corso delle quali ho potuto rivedere in ambulatorio la signora, e ho proposto un programma di terapia di riadattamento, i progressi sono stati visibili e non abbiamo ritenuto indispensabile l’impiego di ansiolitici.

CLIENTE: Quando e perché, Dottore, lei impiega i farmaci?

Mi chiede nel corso di una seduta la signora.

DOTT. FRANCHI: Li impiego ai dosaggi minimi utili, per aiutare l’animale ed i proprietari ad interagire con profitto secondo i nuovi parametri proposti dalla terapia comportamentale di riadattamento. Sono farmaci sicuri, erroneamente temuti da molti, e che vengono prescritti a dosaggi scalari in modo da non sostituirsi alla vera terapia delle nevrosi che attanagliano l’animale. Nel vostro caso, dagli sviluppi positivi che si stanno manifestando, non intendo prescriverli.

Nel giro di alcune settimane l’animale si avvicina alla ciotola quando gli viene proposta dal proprietario. La signora ha imparato ad elogiare la cagnetta tutte le volte che la vede tranquilla e rilassata ed essa risponde con energiche sventolate di coda.
Buoni segnali di avvicinamento! Dopo quattro settimane la cagnetta si avvicina ai proprietari anche quando non le porgono il cibo.

CLIENTE: Cosa dobbiamo fare, ora? Le possiamo andare incontro? La possiamo finalmente abbracciare?

DOTT. FRANCHI: Ogni cosa a suo tempo, non affrettiamo i passi: ogni progresso può essere inibito da comportamenti frettolosi, ritenuti aggressivi dalla cagnola: ricordate che non è pensabile sperare di ottenere risposte normali da una cagnetta come la vostra.
Per alcune settimane lasciate ancora che i primi passi li faccia lei, quando si sentirà sicura ed attratta dalla vostra presenza: gradualmente state diventando un punto di riferimento per lei. Anzi, il suo punto di riferimento: i membri del gruppo sociale nei quali riporre la sua fiducia e stima in ogni momento.


CLIENTE: Abbiamo fatto passi insperati, soprattutto dopo le delusioni dei trattamenti consigliati in precedenza... Siamo certi che potremo farcela!

DOTT. FRANCHI: Questo è indispensabile: abbiate forza di volontà e tenacia! Dimostratevi sempre sicuri di quello che fate davanti al cane, sentite dentro di voi quanto abbiamo discusso nei nostri colloqui, non fatelo solo perché ”Lo ha detto il Dottore...” .
Fate attenzione, la cagnetta vi controlla: legge prima di tutto il linguaggio del corpo; un comportamento non coerente, non sicuro, non determinato vi tradirà.


Nel giro di sei mesi la situazione in casa si è sistemata, i proprietari possono accarezzare la cagnetta, la portano al guinzaglio nelle stradine del circondario, quando non vi è folla, e somministrano i pasti solo dopo che la cagnetta si è posta seduta, dietro loro ordine.
Il motivo della mia chiamata non si è più presentato e, ne sono certo, se la conduzione dell’animale si manterrà costante, non si presenterà mai più.


Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Via Felice Casorati 19 - Verona 
Ambulatorio Veterinario Borgo Trento - Via Vittorio Locchi 32/a - Verona
Telefono 347 9729098
e-mail vetverona@gmail.com
www.veterinarioaverona.it


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