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Gatto con FIV (Feline Immunodeficiency Virus)

Il Feline Immunodeficiency Virus colpisce il sistema immunitario del gatto compromettendone il funzionamento e rendendo il felino più suscettibile a infezioni secondarie

di Dottor Alberto Franchi

Egregio Dottore, al nostro gatto è stata riscontrata l’immunodeficienza virale felina, una sorta di AIDS mi è stato spiegato.
Rischiamo qualcosa noi di famiglia? Avremmo potuto vaccinarlo per preservarlo da questa malattia? Cosa possiamo fare per lui? Grazie.


L’immunodeficienza virale del gatto è una malattia che può interessare i soggetti di tutte le età, anche se la maggiore incidenza è stata riscontrata nei maschi liberi di uscire, proprio in relazione alla loro maggiore combattività.
Il virus, una volta penetrato nell’organismo, distrugge le difese immunitarie e può determinare in tal modo una sindrome da immunodeficienza con infezioni croniche o ricorrenti.

Non può infettare in nessun modo l’uomo: ricerche in tal senso sono state ampiamente compiute su operatori del settore, persone che maneggiano quotidianamente gatti per motivi di lavoro, ricevendone molto frequentemente graffi o morsi. In nessun caso è stata evidenziata una contaminazione.
L’animale infetto rimane costantemente contagioso per gli altri gatti. Realtà da tener presente qualora si posseggano altri felini in casa o si voglia permettere al soggetto, riscontrato positivo al test sierologico, di accedere all’esterno con la conseguente alta possibilità di infettare altri conspecifici, diffondendo a macchia d’olio la malattia.

FIV gatto

È stato dimostrato infatti che la via preferenziale di trasmissione è quella diretta, a mezzo graffio o morso, soprattutto fra i maschi, in relazione alle abitudinarie zuffe per il predominio territoriale o per l’accoppiamento.
Altre vie di trasmissione, come quella venerea, trans-uterina, o l’allattamento sono giudicate possibili ma rare e a tutt’oggi da dimostrare tangibilmente.
Il gatto di casa, lasciato libero di uscire, va incontro maggiormente a lotte rispetto ai “colleghi” liberi, girovaghi, randagi. Infatti viene da questi ultimi giudicato sempre un estraneo e pertanto fatto bersaglio di attacchi furiosi.

Questo ulteriore fatto dovrebbe indurre molti proprietari ad una maggiore cautela al riguardo.
Dato cha non è stato approntato alcun vaccino per preservare i nostri amici da questa letale malattia, le uniche prevenzioni da adottare sono quelle che riguardano l’igiene e la salvaguardia dalle liti. Si consiglia pertanto di sterilizzare quanto prima l’animale, maschio o femmina che sia, in modo che, seppur lasciato libero, limiti al minimo il suo girovagare ed i contatti o contrasti con gli altri conspecifici.

L’animale positivo può presentare i sintomi dopo un periodo di latenza molto lungo. Nel caso di manifestazioni patologiche andranno adottati quei protocolli terapeutici adatti a sostenere l’animale, in relazione ai sintomi clinici presentati. Buona norma è tenere riguardati i gatti infetti, in modo da ridurre il rischio di contrarre malattie infettive, che possono pregiudicare lo stato di salute precario di un individuo affetto da questa malattia.
Si consiglia infine di trattare al più presto ogni infezione non appena si manifesta: con antibiotici specifici, terapie di sostegno, fluido-terapia e talvolta anche supporto nutrizionale.


Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Via Felice Casorati 19 - Verona 
Ambulatorio Veterinario Borgo Trento - Via Vittorio Locchi 32/a - Verona
Telefono 347 9729098
e-mail vetverona@gmail.com
www.veterinarioaverona.it


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